Domenica, 14 Aprile 2024

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Lettera al padre che non c’è più

Ciao Papi, ti renderò ancora più orgoglioso

Tetè Tetè

Caro Papà, anzi Caro Papi, non basterebbero mille parole per esprimere il dolore che provo in questo momento. Sei sempre stato il mio spirito guida, la mia spalla, il mio eroe. Non pensavo anzi, speravo, che non sarebbe mai arrivato questo momento. Voglio dirti che porterò con me tutti i tuoi insegnamenti e li proteggerò con estrema cura e gelosia, ad ogni costo.
Parlavi di me con orgoglio a tutti, forse perché sapevi che, sotto certi aspetti, mi hai formato a tua immagine e somiglianza.

Hai dato tutto per non farci mai mancare nulla, toglievi a te per dare a noi. Sei sempre stata la mia roccia, hai sempre avuto la forza di andare avanti, nonostante tutto. Sappi che anche io, quando parlavo di te, ero sempre orgoglioso della persona che eri e del Papá che avevo. Appena dicevo “sono il figlio di Tetè” la risposta era sempre “tuo padre è una grande Persona”. Non hai idea di come mi si riempiva il cuore sentendo queste parole.
Nonostante i tuoi 42 anni di dialisi alle spalle continuavi, imperterrito, ad andare alla tua tanto amata Pigna ed anche se noi ti dicevamo “Tetè ripositi nu picca”, la tua risposta era sempre “Non vi preoccupate, finché mi sento vado”.
Chiunque ti abbia conosciuto ha sempre e solo parlato bene di te, dicevano sempre che sei una persona speciale e che starebbero ore ad ascoltare i tuoi interminabili discorsi. In queste ore sono tante le persone che si stringono al nostro dolore e che ti stanno venendo a salutare ma, credo, che tu da lassù starai vedendo tutto.
Ora non mi voglio dilungare troppo, perché ci sarebbe tanto da dire. Voglio solo ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me, per la Mamma e per Antonio. Voglio ringraziare anche tutta la Nefrologia e sopratutto la Dialisi di Manduria per averti fatto vivere divinamente per tutti questi anni.  Ti renderò ancora più orgoglioso di quanto non l’abbia già fatto. Ora goditi Giuseppe tuo e, da oggi, abbiamo due Angeli speciali che ci guarderanno le spalle. Ciao Papà, rimarrai sempre nel mio cuore. Ti voglio bene. 
Tuo amato Paolo.

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3 commenti

  • Vincenzo
    sab 24 febbraio 16:09 rispondi a Vincenzo

    Negli anni sessanta, ahimè dello scorso secolo, avevo conosciuto Tetè frequentando il ginnasio. Eravamo giovani e pur con la spensieratezza, che contraddistingueva tutti noi, anche le cose più banali, venivano affrontate dall'amico con ponderatezza, per dare un senso, un perché, anche a cose che potevano apparire scontate. Era la sua particolare filosofia di vita che, allo stesso modo, lo portava a superare con senso ironico, anche quelle negative; un modo tutto suo, per farsi scivolare le cose di dosso. Qualche anno fa l’ho rivisto casualmente a San Pietro in Bevagna; mai l’avrei riconosciuto, se non fossero stati presenti comuni conoscenti. Ora che la tua fotografia è sul giornale locale, sono certo che ti saresti schermito. Non devi. È il giusto ricordo che meriti. Anche se, sono certo, avresti detto: “ne avrei potuto fare a meno”.

  • Marika Di Pietrangelo
    sab 24 febbraio 13:28 rispondi a Marika Di Pietrangelo

    Sentite condoglianze dalla famiglia Di Pietrangelo.

  • Marco
    sab 24 febbraio 08:52 rispondi a Marco

    Si ma dovete mettere un NOME e COGNOME. Sennò NON PUBBLICATE NULLA. Ci sono i social media per le cose private

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