
In occasione della giornata internazionale sull’autismo, pubblichiamo la lettera di una giovane mamma manduriana che ha deciso così di raccontare il suo Rio e i pregiudizi che accompagnano i suoi disturbi autistici.
Sono la mamma di Rio, un bimbo autistico. Sono stata diversi giorni a rifletterci e spero questa lettera possa avere l’effetto che desideravo.
Se dovessero chiedermi cos’è l’autismo potrei rispondere che è un disturbo cerebrale che influenza il modo in cui una persona interagisce e comunica con gli altri presentando spesso dei comportamenti ripetitivi ed un’ipersensibilità visibile in diversi settori.
Ma la realtà è che l’autismo è quella disabilità invisibile, che ti fa avere lo sguardo critico della gente sempre puntato contro perché sei strano, maleducato, esagerato, asociale o schizzinoso. L’autismo è quella lotta continua contro sé stessi, per poter dare la miglior versione di te al mondo, solo per sentirsi un po’ accettato. L’autismo è quella cosa che fa passare notti insonni a tutti i genitori che non smettono di chiedersi se il proprio figlio parlerà mai? Avrai mai un amico? Riuscirà mai a cambiarsi una maglietta? Mangiare un pasto da solo? O anche solo a fare una passeggiata senza fuggire mettendo a repentaglio la propria vita e percepire i pericoli? Mio figlio capirà chi sono i cattivi e riuscirà a proteggersi da loro? E se così non fosse lo saprò mai? L’autismo è un mondo di incognite ma anche un mondo di certezze. La certezza che per gli altri non sei abbastanza disabile, perché la disabilità viene concessa solo se visibile all’occhio: una carrozzina, una malformazione…una cosa visibile, insomma.
Non abbastanza disabile dunque per avere un sostegno economico, non abbastanza disabile da poter richiedere determinati servizi che spettando per legge con una certa urgenza. Però c’è anche un’altra certezza! si è troppo disabile per fare determinati sport! Troppo disabile per poter essere iscritto presso ludoteche o varie istituzioni! troppo disabile per poter andare a scuola o in gita se non ci sono abbastanza persone a controllarti! Troppo disabile per poter lavorare! Avere una casa! Una famiglia! Troppo disabile per avere tutti i diritti anche si hanno se si è in piena autonomia.
Un’altra grande certezza è però che l’autismo non è una malattia! Non è contagioso! Ha solo bisogno di un po’ di empatia, inclusione, i nostri bambini e ragazzi passano interi pomeriggi chiusi tra quattro mura per poter imparare a convivere con voi e il vostro mondo! Privandosi della spensieratezza di avere tempo per un pisolino, uno sport, una passeggiata. In questa giornata dedicata alla consapevolezza dell’autismo da mamma io invito tutti a fermarsi un attimo e riflettere a come vorremmo che i nostri figli venissero trattati se ci trovassimo nella stessa situazione e guardare non più determinate circostanze con criticità ma con curiosità perché vi posso assicurare che da ragazzi come loro abbiamo solo tanto da imparare! Perché quel loro modo maniacale di guardare, studiare e apprezzare quei dettagli che per noi sono impercettibili ma che in realtà fanno sì che la vita sembri sempre piena di colori, speranza e amore. E anche se per voi sembrerà una tragedia, noi siamo felici così e non abbiamo bisogno di compassione, ma semplicemente di amici!
Firmato con amore. Rio e la sua mamma
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