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Quei messaggi notturni tra Sarah e Ivano
Quei messaggi notturni tra Sarah e Ivano | © n.c.AVETRANA - Mentre dai Ris di Roma filtrano indiscrezioni di tracce biologiche trovate su una cinta di colore verde compatibile con quella utilizzata per strangolare Sarah Scazzi, dalle attività investigative emergono nuove verità su un rapporto molto intimo esistente tra la quindicenne e il ventisettenne Ivano Russo. Oltre agli ingenui abbracci e «coccole», testimoniate dallo stesso ragazzo e dalle amiche, tra i due c’è stato un intenso rapporto telefonico anche notturno. Questo scrivono i giudici del tribunale del Riesame nell’ordinanza che motiva la permanenza in carcere di Sabrina accusata dal padre e sospettata dalla procura di essere stata l’autrice dell’uccisione della cugina. «I rapporti tra la Scazzi e il Russo erano ormai indipendenti dalla presenza di Misseri Sabrina che li aveva fatti conoscere. Questa asserzione – si legge – è oggettivamente riscontrabile attraverso l’analisi dei tabulati telefonici da cui emerge che sono numerosi gli sms scambiati con il Russo nel periodo dal 15 al 22 agosto 2010, anche in orari notturni, ciò denotando perlomeno una certa confidenza tra i due». E non occorre neppure ricorrere ai tabulati per affermare che tra loro era nato un rapporto che sconfinava dalla semplice amicizia (seppure innocente per quanto emerge dagli atti conosciuti). «Vedevo Sarah» come «una persona da proteggere, spesso mi abbracciava ma io l’ho sempre vista come una bambina», afferma il ragazzo. Che Sarah fosse attratta dall’amico più grande lo si capisce dalle frasi lasciate sul suo diario segreto (quello trattenuto da Sabrina prima di consegnarlo ai carabinieri), dove si legge: «…ciao, mi chiamo Sarah, in questo periodo sono molto legata ad un ragazzo che ha 27 anni, io ne ho 15 ma lui è dolcissimo con me e mi coccola sempre, si chiama Ivano e lui piace anche a mia cugina Sabrina ma io non capisco se mi piace o se gli voglio solo bene con un amico». In un’altra pagina dello stesso diario si legge: «Ivano mi ha coccolato…gli voglio tanto bene…però stasera non lo vedo, uffa…». Testimone attenta dell’ambigua relazione tra Sarah e Ivano (che potrebbe essere andata oltre le tenere carezze), era Sabrina che attratta sino all’ossessione dall’«Alain Delon» di Avetrana, ha dovuto fare i conti con un’insospettabile rivale: la piccola cugina. A rafforzare questo rancore sarebbe stato il palese rifiuto di lui che, pochi giorni prima del delitto, aveva respinto una palese disponibilità sessuale. L’orgoglio ferito di Sabrina che di questo approccio non consumato avvenuto nella macchina di Ivano, era stato confidato a Sarah che l’aveva spiattellato al fratello Claudio il quale, a sua volta, l’aveva riferito a Ivano. Il pettegolezzo non era piaciuto al ventisettenne che aveva deciso per questo di interrompere ogni rapporto con Sabrina. Da qui la furiosa lite tra le cugine avvenuta il 25 agosto e ripresa la mattina dopo, giorno del delitto, quando forse Sarah confidò a Sabrina altri particolari del suo «innocente» rapporto con Ivano. Una leggerezza che, credono in procura, potrebbe aver fatto montare la rabbia della gelosissima cugina. L’accesa lite di quella mattina tra le cugine, così come racconta Michele Misseri, sarebbe stata preceduta da un’animata discussione avvenuta alla presenza di mamma Cosima. In quell’occasione, riferisce sempre Michele che ascoltava distrattamente dalla veranda, i nomi di Sarah e di Ivano furono pronunciati più di una volta dalle agitatissime donne. Cosima Misseri, però, giura di non essere stata presente in casa a quell’ora perché era andata al lavoro nei campi. Circostanza smentita dalla sua presenza in banca, dove avrebbe versato due assegni, e dalla testimone Pisanò la quale racconta di non aver visto nel viale la Opel Astra che solo Cosima guidava (mentre al lavoro si era recata con il pullmino dell’azienda). Anche per questo l’interesse degli inquirenti si concentra sulla matriarca di casa Misseri che per la capacità di controllo di cui disponeva non poteva esserle sfuggito un evento così impressionante come il coinvolgimento di uno o più familiari nell’uccisione di Sarah.
Nazareno Dinoi
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