Giovedì, 23 Maggio 2024

Attualità

Sul dibattito in corso nel Consorzio di tutela che vuole sostituire la Doc con al Docg

Fregoni avverte i produttori del Primitivo di Manduria: «sbagliato rinunciare alla Doc»

La conferenza di ieri La conferenza di ieri

«Non conviene abolire la Doc.» Questo in estrema sintesi il parere del professor Mario Fregoni. Come da programma, si è svolta ieri sera nell'aula consiliare del comune di Manduria, la conferenza voluta dal comitato per la Salvaguardia del Primitivo sulla annunciata introduzione della Docg ed abolizione della Doc.

In apertura l'imprenditore Gregory Perrucci ha sottolineato che l'iniziativa ha come obiettivo, fare chiarezza sull'argomento portato avanti finora dal Consorzio di Tutela. «Soprattutto nella seduta del cda del Consorzio dell'altro ieri - ha detto Perrucci - è apparso chiaro un arroccamento sulla propria decisione, tant'è che non abbiamo notato aperture di sorta, pertanto chiederemmo l'annullamento di quell'ordine del giorno e una discussione serena sulla question». Fregoni, docente universitario di Scienze Agrarie, chiamato a esprimere la propria opinione, ha esordito compiendo un excursus del Primitivo negli ultimi 50 anni. «Bisogna vedere storicamente come si sono comportati i produttori - ha detto - ma anche i vari Paesi, quindi la storia pesa su questa questione, tenendo conto, tra l'altro, che ci sono due poli che dobbiamo considerare: l'uso del nome geografico in etichetta e l'uso del nome di vitigno». A tal proposito, il professore ha sottolineato che in Italia l'accoppiamento vitigno nome geografico è molto esteso, mentre non è così all'estero. Citando come esempio la Francia, Fregoni ha sottolineato che si adotta solo un livello di denominazione di origine e non usa mai il nome di vitigno accanto al nome geografico, oltre ad avere una legge ( mai cambiata) dal 1935. 

«Al contrario, in Italia - ha aggiunto - sono state fatte diverse leggi che talvolta hanno provocato anche un po' di confusione e, nel caso specifico del Primitivo di Manduria, ci sono due denominazioni già in attivo, docg e doc ci sono coloro che propendono per la prima e cioè la promozione totale ed altri che vogliono salvaguardare la doc». In sintesi, il professore ha rimarcato che la doc tutte le regioni la utilizzano e la mantengono. Fregoni ha concluso che a suo parere è giusto che qui si mantenesse ancora la doc, nel frattempo si può anche promuovere una parte alla docg, in quanto, non c'è nessun contrasto. L' enologo Michele Schifone, a sua volta, ha sostenuto di non essere contrario alla docg ma deve far parte di un'analisi valorizzando il territorio, non dimenticando il problema dell'imbottigliamento che attualmente avviene per il 63% fuori dalla Puglia, pertanto se non è possibile adottare entrambi le denominazioni è meglio mantenere la Doc. 

«Con la mia presenza alle varie occasioni di incontro e discussione sul futuro del Primitivo, quindi sul passaggio da doc a docg, sentendo i vari pareri - ha detto il sindaco Pecoraro - ho sempre rimarcato che nell'interesse del territorio, come sindaco di uno dei 18 comuni della doc si faccia la scelta migliore, affinché il prestigioso prodotto possa diventare sempre più trainante e rappresentativo del nostro territorio. Non si dimentichi infatti - ha concluso Pecoraro - che oggi si parla ormai di enogastronomia e di enoturismo, quindi per noi è fondamentale che la scelta che si compie, sia sempre quella che possa trainare le peculiarità territoriali». Da parte sua. La presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Novella Pastorelli che ha inteso partecipare al convegno, ha precisato che «è assolutamente giusto che anche tra i soci possano nascere delle incertezze ed è per questo che siamo sempre disponibili al dialogo, quindi, dopo aver preso atto dell'idea espressa dal professor Fregoni e dagli altri interlocutori, ci si può tranquillamente sedere al tavolo tecnico per trovare delle soluzioni condivise».

Gianluca Ceresio su Quotidiano Taranto

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