
Con una storia Instagram, la rappresentante di Istituto del Del Prete-Falcone annuncia le sue dimissioni, spiegando i motivi dietro questa sofferta decisione. Tra le cause principali, ha denunciato un clima ostile e l’assenza di collaborazione tra la Dirigenza e i rappresentanti degli studenti.
Secondo quanto riportato, ogni tentativo di dialogo sarebbe stato respinto e chiunque provasse a far valere il proprio pensiero veniva zittito.
Il recente messaggio della studentessa dimissionaria mette in luce il lato meno visibile di questo incarico. «Pensavo che non sarebbe arrivato questo momento perché volevo lottare e dimostrare che nonostante tutte le critiche io ce la potessi fare» scrive, sottolineando il peso delle pressioni ricevute e il dispiacere per non aver potuto portare avanti le istanze degli studenti come avrebbe voluto. La decisione di dimettersi diventa, per lei, un atto di forza, non di resa.
Questa testimonianza evidenzia un problema più ampio: il rappresentante di Istituto dovrebbe essere il ponte tra studenti e istituzione, non un bersaglio. Il suo compito non è solo quello di riportare richieste e organizzare attività, ma anche di garantire che il dialogo tra le parti rimanga sempre aperto e costruttivo. Tuttavia, se chi ricopre questo ruolo viene ostacolato, ignorato o, peggio, attaccato, il rischio è quello di trasformare la scuola in un ambiente di muri invalicabili anziché di confronto.
Dimettersi può sembrare una sconfitta, ma a volte è un grido di protesta contro un sistema che deve migliorare. Perché la scuola non è solo un luogo di formazione, ma anche il primo spazio di democrazia in cui i giovani imparano a far sentire la propria voce. E questa voce merita di essere ascoltata, non soffocata come sembra sia accaduto in questo caso.
Silvia Dimagli
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1 commento
Lorenzo Libertà per la Marina
oggi, mar 25 febbraio 07:09 rispondi a Lorenzo Libertà per la MarinaSe l' Italia fatica a lasciare spazio ai giovani ( ultra settantenni e ottantenni ancora in politica) il sud culturalmente è ancora più vicino al dopo guerra che ai tempi odierni. Fanno bene i giovani a ribellarsi. Preferiscono " mezze seghe" ignoranti che giovani con idee. Infatti i risultati si vedono : girate Manduria e la sua Marina 😜 Opinioni di un anziano evoluto