Venerdì, 4 Aprile 2025

Politica

Conclusi i lavori congressuali, nominato anche il direttivo

Il Pd a Farina con il sindaco che prende la scena e Sammarco che sbatte la porta

Il sindaco Pecoraro, nei riquadri, da sinistra, Farina e Sammarco Il sindaco Pecoraro, nei riquadri, da sinistra, Farina e Sammarco

Come anticipato ieri dal nostro giornale è Telemaco Farina il nuovo segretario cittadino del Partito democratico di Manduria. Dopo quasi quattro anni di commissariamento, i dem messapici si sono finalmente dati una struttura direttiva. Farina, coordinatore infermieristico all’ospedale di Manduria e membro della Commissione tecnica sulla sanità del Partito democratico della Provincia di Taranto, sarà affiancato nella segreteria da Michele De Valerio, Gianni Vico, Teo De Cillis, Paola Pasanisi, Raffaella Dinoi, Maria Grazia Cascarano, Marinella Carrone e Angelo Capogrosso.

Nel suo intervento il neo segretario ha puntato molto sul percorso unitario che era poi il tema del congresso che il commissario uscente, Mattia Giorno, aveva fissato. Sul rafforzamento del centrosinistra si sono basati praticamente tutti gli interventi affidati ad una sala non particolarmente affollata, composta in gran parte da dirigenti dei partici locali, anche del centrodestra, da attivisti del partito e da amministratori comunali. Pochi i giovani, quasi assente «la base». In prima fila il sindaco di Manduria, Gregorio Pecoraro, che nel suo intervento ha confermato la sua forte vicinanza al Pd. I lavori sono stati aperti dal commissario Giorno e chiusi dal segretario regionale Domenico De Santis, arrivato all’ultimo momento, reduce dallo stesso appuntamento congressuale che si è tenuto a Massafra. La parola è stata presa anche da Cosimo Borraccino, tra i maggiori sostenitori della nomina del nuovo segretario cittadino. Farina ha alle spalle una militanza in diverse formazioni del centrosinistra. Alle ultime elezioni amministrative manduriane del 2020 si era presentato come consigliere, senza essere eletto, nella lista di «Senso Civico», il movimento vicino a Michele Emiliano e precedentemente è stato segretario di «Articolo Uno».

Questa la cronaca pubblica che nascondeva però un tumulto che da anni scuote la rissosa famiglia dem attanagliata da una situazione rara se non unica nel panorama della politica elettiva: un’amministrazione comunale a trazione centrosinistra-grillina guidata da un sindaco simpatizzante del Pd con un buon numero di assessori e consiglieri della sua maggioranza pronti a tesserarsi con il partito della Schlein, ma con un solo consigliere del Pd che occupa però un posto nell’opposizione. Si tratta di Domenico Sammarco, candidato sindaco alle ultime elezioni battuto da Pecoraro ed ora tra i suoi più attivi oppositori. Ed è stato lui, Sammarco, il protagonista ieri di quel congresso che si è consumato sotto le coperte. Presente in sala sin dall’apertura dei lavori, ad un certo punto ha lasciato l’aula seguito da un gruppo di suoi sostenitori. Non ha preso la parola quando era forse il più titolato a farlo vista la sua funzione istituzionale, ma a nessuno è sfuggito il particolare che non è stato nemmeno invitato a parlare dal commissario Giorno, generoso invece nell’offrire il microfono a tutti. Il motivo lo hanno capito in pochi. Alla vigilia dell’appuntamento, il commissario uscente aveva comunicato a Sammarco la probabile sospensione della sua tessera. Un conto da pagare per un suo voto contrario ad una proposta presentata in un recente consiglio comunale dal gruppo del M5s, relativa ad un surrogato di reddito minimo (in effetti un premio in punteggi nelle gare pubbliche da assegnare alle imprese con dipendenti con buste paga più generose), portato in aula senza farla passare dalla competente commissione, quindi viziato nella forma.

Scontato il risentimento di Sammarco che a margine dei lavori ha dichiarato: «Si è consumato un congresso verticistico, dove ogni decisione era già presa, dove non c'è stato spazio al dialogo e alle istanze delle varie anime del partito e dove si sono consumate minacce di sospensioni di tesseramenti, pur di troncare ogni forma di pluralismo di idee». Se domani dichiarerà l’uscita dal partito, nessuno si meraviglierà.   

Nazareno Dinoi su Quotidiano di Puglia

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2 commenti

  • Mimmo
    dom 26 gennaio 21:58 rispondi a Mimmo

    Bravo Telemaco, complimenti, continua così che fra poco sarai il Primario dell’ortolano..pardon..dell’ortopedia !!

  • Gregorio
    dom 26 gennaio 09:41 rispondi a Gregorio

    Mi spiace per l’Avv Sammarco ma, per entrare in quella SETTA deve sudare 😓.. deve soffrire, patire, spartire ..dove alla fine SPARIRE . La politica è così, si devono eseguire delle regole, o dentro o fuori….. non accettano LI CRISTIANI SOBBRA LA PORTA 🚪 !!!

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