
Finanziamenti in vista, ma non si sa ancora quanti, per la Salina dei Monaci o meglio per la Riserva Naturale Regionale Orientata del Litorale Tarantino Orientale. Non è dato sapere l'importo preciso, ma quello che è certo è che, come recita il comunicato stampa delle Riserve Naturali:". Le Riserve Naturali hanno avuto l’ammissione a finanziamento di un importante progetto in merito all’avviso pubblico della Regione Puglia “Tutela dell’Ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali”, per necessari interventi di recupero, ripristino e gestione della zona umida Salina dei Monaci, nel territorio di Manduria. Il progetto, presentato in partnership tra le due aree protette regionali Litorale di Ugento e Litorale Tarantino Orientale di Manduria, è risultato 4° su ben 76 progetti presentati a livello regionale, per l’importo totale di 700.000 euro (non si conosce la ripartizione tra i due territori). Il comunicato elenca inoltre i lavori necessari per la Salina dei Monaci che sono: il ripristino completo delle staccionate presenti con la contestuale chiusura del lato del bacino salato con palizzata e barriere basse, al fine di evitare disturbi all’avifauna presente e proteggere l’habitat prioritario della Salicornia; la ripiantumazione di specie vegetali autoctone per il restauro delle aree danneggiate degli habitat prioritari; l’implementazione della biodiversità sui cordoni dunali con ripristini delle dune erose attraverso i principi dell’ingegneria naturalistica; il miglioramento dell’accessibilità lungo l’arenile con la chiusura dei varchi abusivamente aperti; l’installazione di una nuova torretta con funzioni di avvistamento incendi e birdwatching; l’installazione di tavole divulgative e bacheche sulla storia, i percorsi naturalistici, la flora e la fauna dell’area protetta; la realizzazione di un isolotto per favorire la nidificazione dell’avifauna; il ripristino dei muretti a secco dei due ingressi; l’installazione di cestini portarifiuti in legno.
Ben vengano questi lavori o sistemazioni e valorizzazioni della Salina, precorsa in lungo e in largo durante l'anno da turisti che cercano il selfie del secolo con i fenicotteri rosa (ormai volati via) e locali che ne rivendicano la proprietà, mentre vanno a caccia di "sauzi ". Insomma era sotto gli occhi di tutti che le staccionate avevano bisogno di manodopera e di essere messe ex novo in certi punti della Salina, che alcuni varchi andavano chiusi, che la segnaletica esistente non era in parte più esistente e in parte insufficiente e poco visibile, che mancavano i cestini portarifiuti e che i muretti davano ormai segnali di cedimento. Solo per fare un primo e spartano elenco della spesa. Quello che però appare strano è che nel comunicato stampa vengono allegate delle fotografie e piante degli interventi da realizzare. Bene. Peccato però che il lavoro più importante, il "ripristino dunale con palizzata" non sia inserito tra i lavori da fare. Così come non è stato previsto il tanto atteso sistema di videosorveglianza di cui tanto si parla ogni volta che un incendio fa scempio della macchia mediterranea.
Inoltre se si fanno sempre i "conti della serva" si riesce a capire che i lavori elencati per la Salina dei Monaci potrebbero arrivare a costare poche decine di migliaia di euro. E gli altri? Tutti al Comune di Ugento? Appare strano, appunto, che nel comunicato non si faccia chiarezza su qusto.
Da tempo chiediamo al direttore della Riserva di rendicontare i finanziamenti e le spese sostenute. Pensiamo che potrebbe questa essere una buona occasione per dare ai cittadini e ai turisti che tanto affollano la Salina e che hanno a cuore le sorti dei fenicotteri e compagni pennuti, una trasparenza economica e operativa che in tanti auspicano.
Monica Rossi
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1 commento
Trupiano Lorenzo Geologo sognatore
mar 5 settembre 2017 07:14 rispondi a Trupiano Lorenzo Geologo sognatoreUn'A.C. intelligente e lungimirante dovrebbe presentare un suo progetto europeo finalizzato a pochi punti ma strategici. La Salina è un Sic (sito di interesse europeo) unitamente alla foce del fiume Chidro e volendo al fiume Borraco (in tutta la Puglia non ci sono fiumi), nel progetto bisognerebbe inserire almeno 2 agenti comunali della NEA (nucleo ecologico ambientale) vista la vastità del territorio comunale e visti gli scempi ambientali in atto. Le aree protette se gestite con cultura portano ricchezza e posti di lavoro. Ma questo è un pensiero astratto x molti politici poco acculturati, purtroppo. Che stile!